Sua eccellenza il Gigante Bianco

 

    Tra tutte le razze bovine, la Chianina gode di fama particolare per la prelibatezza della sua carne, tanto decantata nella famosa ”bistecca alla fiorentina” e per le dimensioni imponenti dei suoi capi, di fatto i più grandi del mondo.


    Le sue origini sono antichissime, secondo alcuni deriverebbe dal Bos Primigenius o Uro raffigurato nei graffiti prestorici, ed il suo candido manto lo ha reso prezioso sia per gli Etruschi che per i Romani che lo hanno considerato come il sacrificio più adatto agli dei.


    Originario della Val di Chiana e della media valle del Tevere, è attualmente diffuso, oltre che in Toscana, in Umbria ed alto Lazio. Nelle nostre campagne era solitamente utilizzato per i lavori della terra in quanto fortissimo e di buon carattere, nel dopoguerra fu esportato in tutto il mondo anche per essere incrociato con le razze locali. Dopo l’avvento dei trattori, ha rischiato seriamente l’estinzione ma, grazie alla particolare bontà e magrezza delle sue carni (dalle qualità organolettiche irripetibili) ha potuto essere preservato negli allevamenti da carne italiani.







    Gli animali più belli, dedicati alla riproduzione, vengono portati nelle mostre dove gareggiano per aggiudicarsi il podio in virtù della loro forma morfologica, del portamento e della genetica.

Infatti la tracciabilità delle carni bovine ha trovato fertile terreno tra tutti quegli allevatori che già seguivano attentamente la selezione genetica dei propri capi. Ogni capo chianino deve essere iscritto al libro genetico e se, come nel nostro caso, si seguono particolari disciplinari (5R ed IGP) deve essere alimentato ed allevato secondo parametri che rispettano sia la tradizione (fieno, mais, orzo etc. e nessuna strana farina di dubbia origine) che il benessere degli animali.